Il sito è aggiornato a Luglio 2017

Lo Showroom del carrello saliscale   elettrico in Italia .

showroom del carrello saliscale elettrico a Bossolasco
showroom del carrello saliscale elettrico a Bossolasco

Carrelli per la casa

Carrelli per il lavoro .

In foto la salita sul furgone di una stufa da 250 Kg con il saliscale Maxi 250 AR Plus TCS
carrello per stufe saliscale elettrico Maxi 250 AR Plus

Carrello a mano Scendiscale .

Carrello scale elettrico per arpa .

Il modello di arpa da concerto è disponibile da ora per gli arpisti  nello Show Room Elviotrolley
Il nuovo carrello saliscale elettrico universale per grandi arpe da concerto

Siete nella pagina riservata  alle ditte del settore carrelli saliscale elettrici o start up interessate a diventarlo .

Questa pagina nasce dalla mia  intenzione ormai  matura di volere tramandare o trasmettere la mia esperienza in materia ( il cosiddetto Know out ) e il valore di questa mia attività assolutamente singolare sul panorama italiano e per tanti aspetti nuova .

Certamente si tratta di un offerta o se si vuole di più offerte da parte mia molto ponderate .

Vi anticipo che anche le richieste che intendo fare sono realistiche prudenti  e molto moderate .

Se interessati non mancate di contattarmi tramite l' apposito formulario in basso .  

 

Strada facendo spero che questa pagina possa crescere grazie alle vostre domande e ai vostri interessamenti .

 

Inizio con le mie visioni in materia considerando quelle un po' amare .

 

Non trovo ora altro termine migliore per   gli argomenti che esporrò in quest' area riservata che definirli - le mie visioni  nonostante il buio che ci circonda -

Io sono per forza di cose un uomo pratico .

Lo sono perché ho sempre dovuto pagare di mia borsa tutte le cose a cui mi sono dedicato

sforzi inventivi compresi ,

così facendo posso affermare che anche le mie visioni sono essenzialmente idee concretizzabili .

Sono visioni affioranti dalle cose fatte , dal duro lavoro , dalle difficoltà del vivere onestamente con le proprie forze entro i propri limiti .

 

Permettetemi di Iniziare da una mia visione del lavoro in quest' epoca .

Giorno per giorno si vedono svanire per tanta gente ,

per tante categorie di attività e per tante competenze ,

possibilità reali di lavoro e occupazione 

che portano a tragedie famigliari  e su strade di sofferenze e disperazione .

Nel mondo del lavoro va instaurandosi lo sfruttamento delle persone

mentre insicurezza e incertezze salgono fino a  livelli insopportabili per i dipendenti .

Ma è così anche per le attività in proprio , artigianali , individuali , autonome dove si deve

lavorare sempre di più e sempre più a meno da decenni .

Io  accuso ,

di inganno perpetrato ,  

sevizie  torture e prevaricazioni psicologiche ,

violenza morale ,

denigrazione gratuita ,

abuso di potere ,

procurata morte di uomini aziende e attività , 

tutte le istituzioni che hanno  governato sul lavoro autonomo nessuna esclusa

iniziando semplicemente dalle associazioni cosiddette di categoria ,

nidi di parassiti lacchè dei politicanti di turno .

Non stupitevi se sono arrivato a queste conclusioni  so bene cosa sto dicendo .

Definisco l' epoca iniziata circa a metà degli anni 80 l' epoca del Furbismo .

Si da il caso che questa ha coinciso con l' inizio della mia attività come ditta individuale e mi ha accompagnato  per tutta la vita  fino ad ora .

Infatti non è certo finita l' epoca del furbismo  per qualche categoria va ancora a gonfie vele  ,

mentre per la stragrande maggioranza della gente  ora c'è da pagare il conto delle conseguenze.

Il conto è  in continuo aggiornamento e va accumulandosi a tempo indefinito ,

non illudiamoci non sarà mai più come prima .

Per la gente onesta si tratta di stentare  a sopravvivere senza averne colpa .

Quello che mi sta veramente a cuore di sottolineare 

è l' ingiustizia di queste situazioni nel presente e 

il potere delittuoso di vanificare le capacità e le vite nel futuro .

 

Cosa intendete per " Il mondo del lavoro " ?

Lo starnazzare dei media è pieno da anni della definizione - il mondo del lavoro -

e devo fare presente che non mi è mai stata congeniale anzi accettabile ,

perché è ingannevole sotto molti aspetti ,

come se - il mondo del lavoro - fosse una opzione tra le tante nella vita di ognuno .

 

Per vivere onestamente le scelte reali possibili direi sono solo due ,

lavorare e lavorare duramente .

Siccome a me è toccata le seconda sono arrivato a  sintetizzare  una domanda utile a sostenere ogni possibile confronto in materia che dice così ;

- Tu cosa produci per vivere ? -

e non mi interessa più di dibattere sull' argomento lavoro  con chi non mi risponde a tono .

 

Perché  vedete in questo caotico mondo con tutte queste nuove forme di arricchimento virtuali 

in realtà la maggior parte della gente in qualunque posto si trovi deve produrre qualcosa per vivere .

 

I cinesi gli indiani e gli altri .

Qualche anno fa ero nello storico e rinomato negozio da  ciclista di due fratelli miei fornitori ,

ci conosciamo da molti anni e questi sono sempre stati dal mio punto di vista molto riservati e tranquilli  .

Quella mattina però uno dei due parlò inaspettatamente e disse ..

" noi italiani facciamo i fighi facciamo le regole quelli ci fanno il culo "

Detto questo cosa si potrebbe ancora dire ?

Mi permetto di aggiungere ;

Continuate a meditare voi che potete permettervelo  ,

a noi che produciamo hanno tolto anche il tempo e la voglia per farlo !

 

Sarà vero che questa è semplicemente la globalizzazione ?

Ci dicono ;

che in fondo è così ,

voi che producete dovete confrontarvi con tutto il resto del mondo e se siete bravi e adeguati potete continuare altrimenti vi aspetta l' estinzione .

Gli ordini sono di essere più competitivi ,

più efficienti ,

più agguerriti ,

più pericolosi se vogliamo e sleali ? 

Volete capirla che sopravvivere sulla Terra popolata da 7 miliardi di persone  ancora in crescita demografica è una competizione all' ultimo sangue ?

Purtroppo il buon senso mi dice che se le cose stanno solo in questi termini

la gente onesta è spacciata e l' andamento dei fatti specialmente in Italia lo dimostra ogni giorno .

In più da noi il  peggior nemico possibile per il nostro lavoro ce l' abbiamo già in casa,

un nemico tutto italiano ormai alla terza generazione il Furbismo .

E' bene che concluda a questo punto questa prefazione  che si capisce

scaturisce essenzialmente dalle mie vicissitudini  e anche dalla mia età .

Sono ben conscio dei limiti delle  mie vedute e anche del  fastidio che posso aver dato a qualcuno con cui mi scuso fin d' ora .

 

Torniamo ai veri argomenti della mia esposizione .

A questo argomento  ho lavorato fin dall' inizio della mia odierna attività e ne discuto da anni con chi mi conosce e mi segue  .

Per esempio fin dalla deposizione del mio brevetto ho cercato di contattare delle ditte e non solo italiane , devo dire che ho avuto il seguente record di risposte  

una sola  ,

una sola in tutto e per tutto ,

una piccola ditta siciliana che cortesemente fece lo sforzo di rispondere di

non essere interessata al mio settore , seppure fosse molto affine al suo .

Aggiungo per la cronaca che non mi piace insistere e così mi sono comportato a riguardo .

Le esperienze fatte in questo campo hanno toccato poi il loro clou  con la mia partecipazione

per due edizioni consecutive alle fiere di Verona in cui ero andato effettivamente per conoscere e sentire personalmente i leader di settore .

Alla prima nel 2010 conobbi uno di questi , anzi il maggiore di questi che venne di sua iniziativa

a conoscermi nel mio stand , fu cortese e non espresse pregiudizi sui miei prodotti .

Mi raccontò poi che la produzione del loro marchio prestigioso era fatta in Cina e che se io fossi andato una volta a vedere come lavorano là ,

ritornato a casa avrei preso le chiavi del portone della mia officina e le avrei buttate alle ortiche .

Alla seconda nel 2012 questa volta fui onorato anche dalle attenzioni del leader numero 2 ,

quello dei famosi carrelli arancione ,

che passò più tempo nel mio stand che nel suo per l' intera durata della fiera .

Non so chi gli dette il permesso ma siccome mi reggevo a malapena sulle gambe a causa di una

influenza non ebbi la forza di mandarlo al diavolo .

Era la prima volta che presentavo il mio nuovo carrello per usi domestici " Scricciolo " realizzato

quell' inverno poco tempo prima e il personaggio in questione si comportò come se fosse stato suo talmente ne era geloso e pazzo di invidia .

Queste esperienze deludenti per me avevano almeno avuto un lato didattico ,

le aziende , i Leader , l' ambiente , ora li conoscevo , per lor signori  erano quelli  ancora

tempi di vacche grasse  .

Constatai per quanto mi riguarda che avevo fatto in quegli anni un grosso errore di valutazione ,

il mercato dei carrelli saliscale era molto maggiore delle mie stime ed era ancora in espansione .

I Leader ci razzolavano alla grande con  fatturati ( a loro detto )  prossimi al milione di euro .

 

Non lo avrei mai immaginato e avevo sbagliato ma occorre anche precisare che non avevo

potuto dedicare che le briciole del mio tempo alle faccende degli altri .

 

Il cambiamento su questo fronte iniziò per me solo nel  2011 quando potei usufruire di un

internet veloce con il Whi Fhi di zona .

Questo mi dette modo di realizzare il  sito aziendale Elviotrolley.com che ha ora

poco più di 5 anni e tenermi aggiornato anche sulla concorrenza .

A proposito del sito avvenne che in poco tempo meno di due mesi  trovassi dei clienti

o almeno prospect  sul web .

Nello stesso tempo anche il solito lader  del settore si interessava  e anzi mi dedicò

gratuitamente e prontamente molto tempo prezioso del suo Hacher aziendale .

Questo regalo che non ho mai potuto ripagare mi fu utile  come una grandinata a maggio

sul mio orto .

Detto questo potrei ancora  pensare  di rivolgermi con fiducia a queste aziende leader ?

Voi lo fareste al mio posto ?

Penso proprio che siano da dimenticare !

 

Non nascondo che i miei risultati commerciali ancora in fase di germogli  così calpestati 

furono ridotti in briciole di cui sopravvivere a stento .

 

 

Considerai con un po' di filosofia che in ogni caso i miei guadagni erano anche ;

condurre una vita indipendente e onesta ,

non avere debiti con nessuno ,

permettermi di essere anche generoso ,

le soddisfazioni dei clienti procurata dalle mie creazioni ,

l' intensa progettazione e ricerca fatte tutte a mie spese degne di una grande azienda ,

le esperienze professionali concentrate e acquisite in pochi anni ,

mettere a frutto nuove competenze  per esempio informatiche ,

avere contatti e  richieste da tutta Italia anche se spesso non alla mia portata ,

aver venduto nel mio piccolo ormai da nord a sud  ,

essere ancora andato avanti per la mia strada .

 

Avete letto il blog di Frank Merenda ?

Frank Merenda insegna così ;

" se la tua azienda non può fare a meno di te per esistere o funzionare vuol dire che la tua non è un azienda "

Tutta da studiare anche la pagina scritta  da questo autore sul suo blog .

Non c'è dubbio è assolutamente così e non ho alcuna difficoltà ad ammetterlo  ha ragione .

La mia è solo una ditta  e non un azienda ,

per cui faccio subito presente che non ho un azienda da vendere a scanso di equivoci .

 

Attenzione !

Le mie motivazioni  e richieste personali sono ;

L' età , sono del ..57 e vorrei arrivare alla  pensione da artigiano nel 2024 .

La situazione famigliare , non sono ancora del tutto solo  ma con una madre  ultranovantenne .

La salute , che mi dice di non strafare più , 50 anni passati sui banchi da lavoro e studio bastano .

Il desiderio ,  umano e comprensibile  di tramandare il sapere .

Realizzare una cifra anche modesta ma accettabile dai materiali e non buttare via le cose .

Remunerare qualcosa dal grande valore del lavoro intellettuale che ho svolto in materia .

Valorizzare il brevetto che durerà fino al 2026 .

Quanto vorrei realizzare ? Tranquilli solo una frazione di quanto mi è costato il tutto .

 

Passiamo ora a qualche veduta propositiva .

Una mia idea di base per chi volesse diventare una ditta del settore .

Effettivamente devo precisare che non mi piacciono le visioni di grandezza , non ho mai avuto una aspirazione al disopra delle mie possibilità personali , non mi considero un imprenditore come immagina qualcuno e non vedo il proseguimento della mia attività in modo industriale .

Sono solo un artigiano in proprio e quello che mi immagino è una società artigiana in piccolo .

Cosa vedo sarebbe il normale proseguimento e sviluppo di quanto è stato fatto da me solo

che chiaramente ha raggiunto e spesso superato i miei limiti .

 

Riterrei indispensabili dal mio punto di vista per chi volesse continuare ;

la vocazione  al lavoro autonomo ,

la passione per l' elettromeccanica ,

l' ambizione a migliorare sempre nel lavoro ,

la capacità di studio continuo ,

l' inclinazione al commercio ,  

credere nel web marketing  .

Tutto questo il più possibile  concentrato e svolto in azienda delegando il meno possibile .

 

Si capisce che non sarà mai possibile fare tutto da soli ma quello che intendo io è

sforzarsi di dare la priorità al fare in azienda .

Permettetemi di sottolineare che se ho fatto così io alla mia età  la mia veduta è ragionevole .

 

Potrebbero bastare anche solo due persone per partire  sarebbe anche immaginabile una

attività famigliare .

  

Ora  dopo queste spiegazioni  intravedete quante e quali difficoltà vi sono da  affrontare ? 

Riflettete con calma quante vi sentireste di affrontare con le vostre attuali competenze ?

 

 

Letta la prefazione e dato che la pagina è ancora molto lunga  , inserisco di seguito l' apposito formulario di contatto per chi fosse interessato ad approfondimenti

con questo potete inviarmi automaticamente  le vostre domande a riguardo .

Continuate a leggere fino in fondo però , grazie .

Modulo di contatto per farmi le vostre domande sui temi trattati .

Per favore, inserisci il codice:

Nota: I campi con l'asterisco sono richiesti

5  progetti a valore futuribile .

I valori di una attività imprenditoriale vanno individuati nei tempi , passato presente e futuro ma specialmente in quest' ultimo per quanto mi riguarda .

Perciò di seguito vi parlerò di alcuni tra i miei progetti che meritano attenzione .

1° Scricciolo Bugattino , il top per impieghi domestici .

 

2° Invo5 , il top nella sedia saliscale per disabili .

 

3° ArpaOp , il top per il trasporto di arpe e cose simili .

 

Tekno Varial o Iperciclo , il top della categoria .

 

5° Zero , qualcosa a cui molti anno pensato e tentato di fare senza riuscirci .

 

 

La storia di Scricciolo fino al -progetto Bugattino-

il modello UL- PN del 2008
il modello UL- PN del 2008

Dopo due anni che facevo fiere senza alcun risultato commerciale nel 2008 una signora mi ordina qualcosa a cui non avevo ancora neppure pensato.

Ancora forte e comunque risoluto a raccogliere almeno questa possibilità , il mio istinto progettuale si mise subito all' opera e devo dire , in grande stile .

Concepii e realizzai dalla A alla Z questo nuovo saliscale - ultraleggero -

fatto a misura per il trasporto del trolley della cliente .

Un vero capolavoro di artigianato e di risultato

ottenuto .

Lo chiamai e lo immatricolai con la sigla UL-PN

che significa ultraleggero - ruote pneumatiche .

In pratica ai modelli più leggeri da me costruiti fino ad allora avevo ancora tolto il 30% di peso , circa 8 Kg . pur installando un accumulatore al piombo da

3 Kg .

Immaginate che oggi la medesima batteria al Litio pesa solo 1 Kg e permetterebbe di dare a questa macchina un peso totale di 15 Kg circa .

Non mancava nulla a questo modello , calcolato come un auto da competizione , manico telescopico , cassone in T6 , portata di 45 Kg , motoriduttore TCS da 150 W .

Logicamente anche il costo non era da poco ma assolutamente onesto per quanto mi riguarda .

Quando lo consegnai era presente un nipote della committente , ingegnere in pensione , che lo

guardò attentamente e disse , " è come una costruzione aeronautica "

 

 

Il prototipo di UL-PN del 2009 con ipocicli  autofrenanti bidirezionali .
Il prototipo di UL-PN del 2009 con ipocicli autofrenanti bidirezionali .

Se ricordo bene eravamo nell' estate del 2009 .

Non avevo ordinazioni in cantiere e il caldo mi impediva di muovermi a fare marketing .

Ripresi il progetto UL-PN tanto per tenermi attivo

e spremere fino in fondo le mie meningi .

Intanto avevo deciso di inventare un sistema applicato agli Ipocicli che funzionasse da sistema 

autofrenante sia in salita che in discesa .

Avevo già realizzato nel 2008 e applicato con successo  un sistema autofrenante specifico per i miei carrelli ad alta portata  che poteva funzionare

solo in salita sulle scale , l' SAF1 .

Si trattava ora di fare l' inconcepibile o almeno provarci .

Ci riuscii  anche grazie alla mia conoscenza come ex tecnico audio video di un sistema di frenatura utilizzata sui videoregistratori dall'effetto  monodirezionale .

Si può dire che il sistema era l' espressione di

tutto il mio poter fare di allora .

Non lo misi in vendita e lo conservo come una

testimonianza dei miei studi del mio ingegno e delle mie capacità .

 

Osservando attentamente la foto di questo prototipo in nudo metallo si noterà che non ci

sono soltanto nuovi ipocicli ma un nuovo telaio etc .

Infatti avevo delineato definitivamente il modello di base per tutti i miei carrelli ad uso domestico che avrei costruito da li un avanti  .

Le particolarità salienti erano due ;

il telaio era realizzato in due parti sinistra e destra simmetriche e innestate tra loro a misura del modello .

Il motoriduttore a 12 volt e la batteria erano posti sotto il cassone che aveva un altezza dal pavimento di circa 12 cm .

 

 

 

Il primo della serie chiamata - Scricciolo .
Il primo della serie chiamata - Scricciolo .

Nel 2010  trovai il tempo e la forza per 

iniziare a produrre una mia miniserie di tre esemplari del nuovo carrello per uso domestico

impostato sui risultati di quanto avevo già fatto .

 

Il nuovo telaio era un ottimo progetto

in pratica  era a scocca portante .

Permetteva di ottenere la robustezza necessaria ,

era universale per questi carrelli ,

di semplice realizzazione 

studiato bene per ridurre i costi .

I gruppi ipocicli UL-PN erano già ben sperimentati 

il motoriduttore da me fabbricato altrettanto .

 

La portata max era di 50 Kg

ma questo limite dipendeva perlopiù 

dalle ruote , infatti nonostante ne avessi provate di tutti i tipi possibili  queste ruote da 12 pollici per biciclette non potevano fare di più .

Per questa ragione nei modelli a venire con portata fino a  90 Kg dovetti installare ruote rigide con caratteristiche specifiche di mia costruzione .

Inoltre visto che ero a mio parere molto avanti col lavoro  mi permisi il lusso di colorare il cassone e  anche di immaginare il nome nuovo .  Mi venne in mente di chiamarli - Scricciolo -

 

 

 

Scricciolo Dodi , un primato Elviotrolley .
Scricciolo Dodi , un primato Elviotrolley .

Se è normale che una cosa tira l' altra .

Ok avevo trovato il modo di fare gli Scricciolo da

45 fino a 90 kg di portata , erano ormai una famiglia 

di modelli e perché non provare a costruirne uno il

più piccolo possibile ?

Non si trattava più di un grosso impegno progettuale 

e sperimentale ma più che altro una prova delle mie 

capacità di costruttore .

Lavorando essenzialmente sui dimensionamenti ottenni

il risultato , un carrello saliscale elettrico ipociclo del

peso di soli 12 Kg che installata una batteria da 3 Kg

aveva un peso totale di 15 Kg .

 

Un vero primato per una macchina completamente in metallo , si era nel 2011 .

 

Lo scricciolo Dodi .

 

 

 

 

Scricciolo Profy da 90 Kg
Scricciolo Profy da 90 Kg

Lo Scricciolo da 90 Kg lo denominai Profy .

Visto che si applicava con successo anche

a particolari impieghi di lavoro .

Difatto però è stato venduto anche per impieghi

domestici ai clienti più ambiziosi .

 

La differenza principale rispetto a Scricciolo 60 Kg

è la parte elettrica  a 18 Volt .

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Scricciolo 12v HDB 2014
Scricciolo 12v HDB 2014

In foto uno Scricciolo da 60 Kg , come vedete con

4 sacchi di pellet e ruote rigide con sistema 

Badant .

Due ruotine piroettanti davanti .

 

Un prodotto artigianalmente maturo e rifinito 

in grado di meravigliare veramente coloro che 

cercano un carrello elettrico domestico .

 

Un prodotto estremamente serio per chi ha 

problemi seri da risolvere .

 

Oltre all' utilizzo per la spesa , per il pellet , 

per la legna , e qualunque cosa uno possa immaginare , proprio quest' anno ha dato 

prova di poter portare anche cose vive !

 

Proprio così non lo sapevo neppure io che 

questo fosse possibile  ma grazie ancora una volta

all' intuito femminile una signora ha risolto il problema per il suo anziano cane pastore tedesco , una bestiola da oltre 30 Kg che non poteva

più fare le scale di casa .

Confesso che quando ho avuto la richiesta ero almeno perplesso , più che altro perchè un animale si potrebbe anche spaventare e rifiutarsi .

E' andato a meraviglia fin da subito , la signora aveva fatto centro perchè aveva capito che il cane

di grossa taglia poteva stare seduto nel cassone dello Scricciolo con la testa rivolta verso di lei .

Da parte mia feci una piccola applicazione artigianale per questo utilizzo senza modificare nulla . quella nelle foto seguenti .

2015 - Scricciolo Dodi con le ruote di diametro 260 mm e le raggiere stile Bugatti .
2015 - Scricciolo Dodi con le ruote di diametro 260 mm e le raggiere stile Bugatti .

Avendo ancora il modello Dodi  a disposizione 

l' ho usato per  il mio ulteriore studio di design

a cui non avevo avuto ancora modo di applicarmi .

 

Visto che la macchina e la sua meccanica erano 

ormai qualcosa di consolidato si trattava di fare 

un po' di sforzo in più nel campo del design .

 

A parte le colorazioni dove ognuno ha le sue 

preferenze ancora una volta la mia concretezza 

sapeva di dovermi prendere cura dei dimensionamenti anche perché la piccolezza di

un carrello come il Dodi metteva in risalto la 

sproporzione con i normali gruppi ipociclo 

installati sul primo esemplare .

 

Intanto che studiavo la questione ho messo a 

frutto un po'della mia ricerca nella meccanica storica fino a concentrarmi sulla Bugatti .

Le Bugatti sono state un capolavoro meccanico ed estetico artigianale , in pratica  il loro

design è immortale e sempre fonte di ispirazione razionale . 

Incominciai a ridimensionare i gruppi ipociclo di cui le ruote sono anche la parte estetica e intanto

che c'ero per aggiungere una ulteriore nota di design  tagliai i dischi esterni a raggiera come le ruote delle Bugatti .

Ero così entrato nella mia ultima innovazione apportata agli Scricciolo ,  una nuova visione ,

il progetto Bugattino .

 

Una mia visione commerciale terra terra su Scricciolo .

Ormai Scricciolo ha dimostrato bene i suoi tanti aspetti straordinari come carrello per uso domestico .

Chiaramente realizzato artigianalmente ha un prezzo considerevole .

E' stato venduto logicamente a una categoria di gente benestante che in questi anni si va diradando .

Scricciolo richiede una grande competenza nel promuoverlo sul suo mercato dove comunque non avrebbe rivali .

Chiaramente il volume di vendita si può immaginare direttamente proporzionale ad una riduzione del prezzo .

Insomma commercializzare  Scricciolo con profitti ragionevoli non è cosa da improvvisare e forse non possibile per i tanti aspetti a sfavore .

Tuttavia c'è tanto lavoro che si potrebbe provare a fare e forse una concomitanza fortunata di persone con qualità professionali e  passione potrebbero riuscire .

Non saprei ipotizzare a riguardo una cifra di investimento anche perché le strade percorribili sono

veramente tante , mi azzardo però a indicare il tempo minimo per arrivare a sviluppare il commerciale , una costruzione almeno in piccole serie , la promozione , diciamo 5 anni .

Bisognerà pensare a Scricciolo come una cosa vendibile anche  fuori dell' Italia e magari da

fabbricare all' estero .

Si capisce  che queste prospettive impongono un sistema aziendale tutt' altro che artigianale .

Non sarebbe impossibile per una start up almeno il mercato italiano ma con  poca redditività 

probabilmente e più che altro l' impossibilità a sfruttarne le potenzialità .

 

Ok mi sbottono , un investimento alla grande su Scricciolo andrebbe inteso nei  300 000 euro spalmati in cinque anni .

 

E' ora di fare una pausa in questa storia , riflettiamoci  un po' sopra , non vi sarà difficile immaginare assieme a me che tutto il passato che vi ho raccontato potrebbe essere solo l' inizio di una storia ben più lunga , tutta nel futuro , magari il vostro se lo vorrete .

 

 

La storia dell' ipociclo per disabile fino ad-Invo5 -

L' Ipociclo  , il mio sistema saliscale brevettato ,

risolve meccanicamente un problema irrisolto comune a  tutti i carrelli saliscale oggi in uso ,

quello dello spostamento ciclico  del punto di equilibrio .

Questo genera fatica  difficoltà di manovra e pericolo .

Nell' applicazione per disabili questa  qualità come si può ben capire ha duplice effetto perché facilita il compito dell' operatore

e  tranquillizza e rassicura il trasportato .

 

E' provato che per un disabile vero  l' utilizzo di una sedia saliscale non è così facile e divertente come si vede in pubblicità .

Occorre osservare e ribadire come in questo campo tutte le pubblicità siano particolarmente illudenti e ingannevoli  spudoratamente costruite ad arte .

Il loro  obbiettivo non è dare il meglio al paziente  ma  vendere in modo eclatante

con ogni mezzo .

Ma in genere  per un disabile  vero che  deve fare uso del montascale mobile  standoci sopra

di veramente eclatante c'è solo il senso di disagio .

Succede poi frequentemente  che si rinuncerà all' utilizzo della sedia saliscale dopo qualche prova

che avrà dato il risultato  di impaurire chi deve trasportare e chi si fa trasportare . 

 

 

Ma veniamo alla storia , Invo 1

Il mio Invo 1 , con la mia onorevole persona sopra .
Il mio Invo 1 , con la mia onorevole persona sopra .

Eravamo nel 2006 e un conoscente mi chiese se si poteva usare uno dei miei carrelli per portare sua madre ormai impossibilitata a fare la scala di casa .

 

Mi misi in azione con solerzia e modificai un mio modello per elettrodomestici che avevo fermo in magazzino applicandovi la seduta .

 

La diedi quindi in prova e  ci rivedemmo dopo un mese o due .

Mi dissero che non era stato possibile usarla sulla

loro scala particolare , una sola rampa diritta e ripida con scalini in granito lucido .

Non avevano neppure dato ascolto alla mia segnalazione di applicare le strisce antiscivolo come prima cosa obbligatoria da fare .

Si erano quindi rivolti a una ditta specializzata che fatto il sopralluogo gli aveva venduto un

occasione a buon prezzo .

Il signore mi spiegò inoltre che quel mezzo era

fantastico perché aveva i freni automatici di sicurezza sul bordo scalino e in pratica la mia

sedia non valeva niente .

Rimasi un po' scocciato non tanto per il mio insuccesso abbastanza prevedibile ma perché 

non tutto mi quadrava nella loro storia .

La loro scala così lucida e così ripida doveva essere dotata obbligatoriamente di strisce antiscivolo dovendola utilizzare con un montascale mobile ,

possibile che i professionisti se ne fossero fregati pur di vendere il loro oggetto ?

Ok , la macchina era tecnologica e sicura ma alla fine risolveva la  paura della persona disabile ?

 

Quando andai a ritirare il mio prestito l' unico che non mi raccontò bugie fu il giovanotto , nipote della signora disabile , che un po' di prove come da me raccomandato le aveva fatte e mi disse che la mia sedia non gli dispiaceva affatto .

 

Da quella esperienza dovetti capire  che non tutti hanno la  buona volontà che ci si aspetterebbe

e non bisogna illudersi che stiano dalla tua parte .

 

Effettivamente posso solo dire che allora  fui un dilettante a difesa dei miei interessi ,

in una partita in cui me ne tornai a casa con un carrello un po'rovinato ,

molto tempo perso e il  disgusto per i comportamenti della gente che un professionista

avrebbe saputo evitare e impedire sul nascere .

 

 

Invo 2

In foto l' Invo 2
In foto l' Invo 2

L' Invo 2 creato dopo 3 anni dal primo

chiaramente non era più un carrello modificato

ma un nuovo progetto integrale .

 

Anche questa volta ripresi la sfida con me stesso e con il mondo a seguito dell' interessamento di

un noto imprenditore elettromeccanico della zona che faceva servizio in croce rossa .

 

Oltre tutto questa persona assolutamente seria aveva una mezza gamba di gomma e

nessuno se ne sarebbe accorto .

Insomma lo considero un amico - conoscente di tutto rispetto .

 

Dietro suo suggerimento studiai il modo di fare Invo 2 addirittura ripiegabile per essere alloggiato in ambulanza .

 

Quando fu pronto scesi in città apposta per farglielo vedere ,

fu  sorpreso ma incapace di valutare con intelligenza cosa stava vedendo con i suoi occhi .

Le voci del pregiudizio e della presunzione dettavano legge  nella sua mente .

Fu  l' unico effetto che suscitai in lui e purtroppo anche l' unico riscontro che ebbi .

Così non replicai ne' proposi mai in vendita Invo 2 ,

valeva ben di più della valutazione di qualche ignorante o dei suoi quattro soldi .

 

 

Invo 4

Invo 4 .
Invo 4 .

Ormai era chiaro almeno a me stesso quanto mi fossi illuso sull' intelligenza della gente  nella

comprensione  meccanica tanto più dai competenti proprio non me ne veniva nulla di buono .

Insomma potevo solo concludere che non vi era niente da fare ,

tuttavia una persona c'era che sotto questo punto di vista effettivamente senza essere ingegnere continuava a stupirmi e a farsi rispettare sul

campo , quella ero io .

 

Non ricordo ora a memoria  il progetto Invo 3 ,

una quantità di idee su bozze sparpagliate tra il

Pc  e i miei registri a quadretti .

 

Inoltre tra Invo 2 e Invo 4 ci fu addirittura

il prototipoi Andy  che non sto a illustrare ora , 

un progetto che richiese un impegno colossale per quasi un anno da parte  mia .

 

Ma torniamo  a Invo 4 , si era verso la fine del 2010 .

Invo 4 è una stata una pietra miliare per me e sarebbe fonte di  orgoglio per qualsiasi azienda che lo avesse creato .

Ne vendetti due a conoscenti e mi presi la rivincita morale su quella prima volta .

 

Gli interessamenti sul web furono poi molti da tutta Italia fin dall' inizio che lo misi sul sito e mi 

costrinsero a farlo retrocedere dal posizionamento  non potendo affrontare le richieste  da solo .

Non sto a dilungarmi oltre visto che su Invo 4 ho pubblicato a sufficienza sul sito e vi sono

anche dei video .

 

 

Invo 5

Siamo felicemente arrivati al 2016 .

Come vedete il progetto Invo è ancora vivo e vegeto e ha dato vita al 5° modello .

 

Una macchina quasi industriale nel design e nella ideazione , chiaramente è un ipociclo .

Ormai può reggere qualsiasi confronto con le regine del settore con la

sua docilità e comodità di funzionamento .

 

Monta nuovi ipocicli - Bugattino -

una seduta standard e addirittura il mio nuovo sistema accessorio  -Scendifreno- chiaramente è un prototipo che richiede totale riservatezza .

Ora un artigiano cosa  potrebbe ancora  farci secondo voi ?  

 

Il futuro potrebbe appartenergli ed è il futuro di un azienda che volesse dedicarvisi .

Lo stato evolutivo di questo prototipo che faccio notare , non ho pubblicato , è molto alto .

Ma come tutti possono capire portarlo avanti richiede un impresa  più che artigiana .

 

Una mia visione commerciale tra le tante possibili  ma concreta su Invo 5 .

Immaginate di avere a disposizione una piccola flotta di Invo 5 ed essere organizzati per il loro

noleggio , diciamo 10 esemplari .

E' correttamente stimabile che genererebbero nel giro di un anno o poco più un ritorno di investimento costante e paragonabile ad uno stipendio .

L' investimento necessario sarebbe quantificabile in 80 mila euro , distribuito in circa 2 anni .

Confrontato con il costo di qualsiasi normale attrezzatura per lavorare è normale .

Lascio a voi vedere gli altri aspetti correlati , tantissimi a livello di crescita professionale , tutti importanti e affascinanti .

 

 

 

 

ArpaOp .

La storia di ArpaOp .

 

Nasce nella metà del 2016 .

Un carrello definitivo e immutabile per trasportare qualcosa di immutabile nei

secoli .

Ho già pubblicato su questo sito tutta la documentazione possibile che potete visionare nella apposita pag. , video

compresi , nell' area riservata .

Anche questa mia creazione non la pubblicherò finché non sarà il suo momento

ammesso che arrivi un giorno .

 

Immaginiamo quindi cosa potrebbe interessare ad una azienda di questo .

 

Il prodotto è ottimizzato nonché unico al mondo e non richiede più grandi sforzi di miglioramenti progettuali .

 

Ad una azienda che volesse fare un ultimo investimento basterebbero una decina di migliaia di euro per fare qualche rifinitura

in plastica più che altro  estetica .

Chiaramente occorre fare in modo di poterlo distribuire a livello internazionale .

 

Una mia visione commerciale concreta , seppure artigianale , su ArpaOp .

Si può immaginare  che il prodotto sarebbe sostenibile a livello di fabbricazione e nel tempo da una piccola azienda o magari un piccolo reparto di un azienda maggiore .

Sottolineo però che commercialmente necessita di una organizzazione di front end a livello web impeccabile e di avanguardia .

Si può stimare che se per il prodotto il capitale da investire è abbastanza  modesto ,

dovrà essere relativamente grande invece l' investimento sul fronte commerciale valutabile

in proporzione 1 a 5 .

ArpaOp è un carrello che andrebbe bene anche per molti altri settori 

entro i suoi  parametri di utilizzo con  minime modifiche .

Per esempio ;

saliscale per grossi telescopi amatoriali ,

saliscale per cassettiere di attrezzature professionali ,

saliscale per ossigenoterapia ,

saliscale per usi domestici ,

e chi più ne ha più ne metta .

Tecnologicamente parlando si presterebbe bene ad essere prodotto in piccole serie a mio avviso .

 

 

 

L' Escalera , saliscale  a stelle e strisce .
L' Escalera , saliscale a stelle e strisce .

Il progetto  Tekno-Varial o Iperciclo .

Questo è  un progetto a cui penso da anni

facendo  bozze e studi dimensionali .

Nell' inverno 2015 / 2016  ho poi finalmente iniziato a prototiparne alcune parti .

 

Questa storia potrebbe iniziare così . 

Luglio  2014 ,

io con due compagni avevamo organizzato un viaggio di affari e anche un po' di vacanza della durata di due giorni in centro Italia .

La prima tappa a Firenze  , avremmo proseguito poi nel Lazio ed al ritorno avremmo fatto la consegna di un carrello nuovo vicino a Roma .

Così il giorno stabilito al mattino presto eravamo già a Firenze per il ritiro di un usato e nel pomeriggio  in Lazio  per il ritiro di un' altro carrello di occasione .

L' Escalera .

Si trattava di un Escalera americano di cui la ditta proprietaria operante nel campo dei distributori automatici voleva disfarsi per inutilizzo .

 

I titolari  ci spiegarono che  il carrello non risolveva i loro problemi perciò era stato inutilizzato per anni e

ora messo in vendita ,

inoltre avevano già ordinato il nuovissimo Domino cingolato da 400 kg della  zonzini che gli sarebbe arrivato dopo le ferie .

Il titolare ne era entusiasta e non lo nascondeva  anche se il costo ci disse  si aggirava  attorno ai 7000  /  8000 euro .

 

Ci complimentammo con loro , gli lasciammo due  bigliettini da visita e prendemmo due dei

suoi  prima di salutarci ,

io e miei compagni ripartimmo con  una sensazione di fondo positiva sull' ambiente e le persone .

 

Per quanto mi riguardava avevo avuto negli anni anche io delle richieste nel settore dei distributori automatici ,

però considerando  che si trattava sempre di risolvere  necessità al limite come portate

e ingombri   mi ero  limitato a indirizzare i richiedenti verso altre fonti , i concorrenti

in pratica .

 

Tornati dal viaggio mi misi quanto prima  alla revisione dell' Escalera ,

fino ad allora la macchina l' avevo solo vista  su You Tube  e  la consideravo un ottima soluzione .

 

Caricata la batteria e fatti gli esami visivi era pronta per essere provata .

Per precisare si trattava del modello da 800 libbre di portata , cioè almeno 350 Kg .

 

Decisi di provarla con un carico da 200 Kg tanto per farmi un idea , ero nello schow room  

e mi sarei limitato a fare un unico scalino tanto per iniziare visto che ero anche da solo .

 

Legato bene il carico con l' apposita cinghia in dotazione alla macchina tirai il carrello verso il gradino , ero attento  ben posizionato con il corpo e la  presa salda sui manici

quindi detti motore .

 

Il carrello mi fece una leva che non riuscii a contrastare e lo dovetti mollare per non volare

anche io  rovesciato a gambe all' aria sul pavimento .

 

Con 200 kg di carico e 60 kg di carrello legati assieme stesi per terra  non riuscii più a rimetterli in piedi da solo e dovetti farmi aiutare il giorno dopo da un mio amico molto forte .

Come  prima prova  era stata  breve ma in quei 10 secondi  avevo forse già capito

perché se ne erano disfatti .

 

Continuai comunque le prove prima di fare una valutazione definitiva .

L' indomani caricai una semplice lavatrice da 70 kg sopra e riprovai  ,

questa volta senza rovesciarlo ,

feci poi diverse altre prove ma non mi azzardai più a superare i 100 kg che risultavano già di

difficilissimo controllo .

Per concludere le mie valutazioni su questo carrello saliscale sono state  :

Ergonomia = zero

Sistema di salita = obsoleto

Portata possibile sulle scale = 100 Kg

Funzionamento = rudimentale

Rigidità del telaio = insufficiente

Peso rispetto alla portata = eccessivo

Utilità = una vera fregatura

Etc..

 

Dopo questa ennesima esperienza tecnica

il campo di valutazione rimaneva  aperto per quanto riguardava altri aspetti 

e le domande da farsi erano molte .

Come mai questo tipo di saliscale veniva  proposto da anni proprio dai canali di fornitura

per le ditte dei distributori automatici ?

Come mai queste ditte con un giro d' affari non da poco lo avevano acquistato nonostante l' inservibilità ?

Come già accennato sono diversi i prodotti proposti per questo utilizzo ,

per esempio i cingolati tipo Gatto delle scale  , gli zonzini ,

effettivamente però hanno un costo che è almeno il doppio  rispetto all' Escalera .

 

Per me l' esperienza aveva avuto comunque un valore didattico e non ci pensai più .

 

 

Un tipico distributore automatico
Un tipico distributore automatico

Il risveglio del dormiente .

Nell' autunno del 2015 mi chiamò un' altra ditta di distributori automatici da

San donà di Piave , ero in macchina fuori zona e mi dovetti limitare

a prendere il numero per richiamare .

 

Una volta in ufficio passai con calma i miei registri che mi confermarono la sensazione che avevo in mente .

Chi mi aveva chiamato era quello di sei mesi prima e nonostante lo avessi indirizzato come di consueto alla concorrenza non aveva ancora  risolto i suoi problemi .

 

Pensai tra me ,  è strano che richiami dopo tutti questi mesi e  deve essere molto intenzionato ad acquistare ,

anche da me se avessi una soluzione per lui . .

 

Si può ben dire che il " commerciale " nella mia testa , un tipo piuttosto rompicoglioni ,

si mise a suonare la sveglia vicino alle  orecchie del vecchio testone meccanico progettista sonnacchioso .

Il vecchio si tirò su guardandosi intorno molto scocciato ,

a si il rompiglione lo aveva chiamato  cosa voleva adesso ? 

 

Sta di fatto che che per alcuni mesi commerciale e meccanico non si parlarono più ,

il progettista seppure forzatamente si mise al lavoro come d' abitudine

e non alzò la testa fino al completamento di un prototipo .

Si era ormai a marzo del 2016 .

 

Ancora una volta il " testone " aveva fatto testardamente come voleva lui ,

aveva realizzato solo un sollevatore elettrico per carrello saliscale  a motore  da  400 kg . 

 

Insomma il testone non aveva dato tutta la soluzione , peraltro impresa impossibile in due mesi ,

ma come sempre aveva elaborato un progetto quasi completo nella sua testa ed era partito a concretizzarlo lavorandoci per stadi e stabilendo chiaramente da dove iniziare .

Seppure un sollevatore  non sia una novità si trattava in questo caso di una macchina dai dimensionamenti per le scale  unico nel suo genere , 

dal peso contenuto e alto solo 8 cm da terra ,

realizzato anche con parti in Ergal  alluminio aeronautico .

Non era  la soluzione finale ma un buon principio  per arrivarci . 

 

Ormai in primavera occorreva riprendere il lavoro che ti fa sopravvivere e pagare le tasse , ritirai la cosa e non ci pensai più appunto fino ad adesso .

In foto il famoso usato quasi nuovo posto su Ebay di cui si parla .
In foto il famoso usato quasi nuovo posto su Ebay di cui si parla .

La storia si conclude da se  senza che io debba fare troppi sforzi di scrittura

in quanto la realtà ci ha pensato lei a fornirmi il finale anzi un triplo finale !

Agosto 2016 ,

per caso su Ebay  leggo l' annuncio di un carrello saliscale usato .

Perbacco mi dico si tratta di un Domino da 400 kg  quasi nuovo ,

la richiesta è  ancora attorno a 5000 euro .

Leggo a fondo la pagina  , la ditta inserzionista il nome venditore il telefono il posto  non mi sono nuovi e vado a verificare , accidenti ma sono quelli là , quelli dell' Escalera . 

Visto così mi permetto di contattarli e gli chiedo perché ora cambiano anche il Domino , mi risponde il direttore generale dicendomi che hanno comperato il tipo nuovo di Domino provvisto di giroscopio che inclina da solo il carico , l' ho ringraziato molto per la sua cortesia .

Questo primo finale è molto istruttivo ,

in fondo è così che gira il mondo ,

chi non può permettersi di salire sulla giostra rimane a terra a guardare mentre chi può vi sale anche più volte ...

E il secondo finale ? 

Ok ecco il secondo finale fresco fresco perché solo ieri , e siamo al 2 di settembre 2016 , vedo un annuncio sul fatidico - Subito.it - mm molto interessante , uno Schipper zonzini poco usato e dello stesso inserzionista un secondo annuncio , un Domino zonzini  seminuovo ...

ora dovete sapere che non ho un telefono cellulare moderno anzi è antiquato e non mi memorizza

che dieci numeri per cui ho sviluppato una mia memoria cerebrale per supplire .

Il numero del cellulare dell' inserzionista effettivamente non mi sembrava nuovo accidenti a me .

Prendo i miei registri e mi metto a sfogliare quello dell' anno scorso finchè lo trovo , proprio così è lui , la ditta di San Donà di Piave .

Per finire in bellezza nella galleria fotografica sottostante assieme ai due saliscale a cingoli di cui sopra ho inserito anche il Buddy sempre preso dal Subito.it che per chi non lo sapesse è prodotto

sempre dalla zonzini e ora vi spiego perché è il finale n°3 .

Il Buddy è il finale n° 3 della storia perché ha come meccanismo di funzionamento - saliscale

proprio lo stesso dell' Escalera americano .. un italianata quindi o se volete un americanata ,

fate un po' voi .

 

 

 

Una mia visione futuribile su Tekno Varial , i costi di una tale impresa ?

La storia ha dimostrato da se che nessuno ha ancora risolto bene i problemi in certi settori di utilizzo dei carrelli saliscale nonostante tutti i leader amino proclamarsi tali .

 

Anche se non mi riguardasse sta di fatto che c'è ancora tantissima ricerca  e progettazione

da fare sul campo e non solo nella  pubblicità .

Inevitabilmente l' arrivismo dei  venditori e il loro sistema per vendere in ogni modo e a chiunque

lascia dietro di se  striscie di terra bruciata  .

 

E come si capisce da questa storia , anche ditte utilizzatrici specializzate magari da decenni nel

loro campo sono ancora li che aspettano il cantastorie di grido che gli canti che solo lui ha la

soluzione ora , la migliore , la più costosa anche

e loro gli crederanno felici e incantati .

 

Ma torniamo alle mie idee e al mio progetto Tekno-Varial .

Posso ben dire  alla luce di questi fatti  che avrei anche io delle soluzioni

senza bisogno di copiare da nessuno , anzi anche su questo non pubblicherò per ovvia prudenza .

Per quanto riguarda il mio Tekno -Varial  occorrerebbero molte migliaia di euro ,

una cinquantina almeno , per completare il progetto fino ad un esemplare pre serie .

Si tratta quindi anche questa volta di un impresa  per una azienda sufficientemente forte .

 

Meccanicamente parlando  il prodotto è modulare ossia scomponibile in diverse parti in base alle situazioni di utilizzo .

Si tratta chiaramente di un saliscale basato su sistema Ipociclo con una tecnologia

costruttiva di alto livello .

Per un vecchio artigiano come me che non va oltre i propri mezzi e a cui non appartiene il 

futuro non resta che  limitarsi  a pensarci e magari prototipare qualche parte nei ritagli di tempo .

 

Se siete svegli cioè  se la vostra immaginazione funziona bene anche da svegli ,

vi apparirà forse  chiaro che  è una storia anche questa solo all' inizio in attesa che qualcuno le apra la porta del suo futuro .

Lo - Zero -

L' ho paragonato alla ricerca della pietra filosofale e poteva forse scaturire solo da un percorso di ricerca unico al mondo come il mio .

L' ho chiamato il mio progetto "Zero", perché chiuderei con esso il mio cammino di ricerca e sviluppo in questo settore , chiudo il cerchio e dentro di esso l' area a me possibile o destinata .

Ma cosa c'entra con la filosofia alchemica ?

Il modus operandi direi in primo luogo e la trasformazione spirituale avvenuta nell' adepto , certezze minimali  e personali ma che entrano di diritto nel campo della Verità filosofica .

Ebbene la prima verità scaturita è questa ;

E' stato veramente necessario  tutto il mio colossale impegno di lavoro e studio concentrato  sui carrelli saliscale a motore per riuscire a realizzarne uno senza .

 

Come se fosse stato necessario creare prima la gallina e studiarla ben bene

per poter poi arrivare a concepire l' apparentemente semplice  Uovo .

 

Il  carrello a mano Stambecco  del 2014
Il carrello a mano Stambecco del 2014

Anche lo Zero nasce da un percorso storico iniziato anni fa e da una sfida

anzi due .

 

Siamo a metà del 2014 e per caso io e un mio collaboratore di allora andiamo

a vedere un carrello di occasione in una grossa azienda di  autotrasporti specializzata nei vini .

Il proprietario si dimostrava molto incuriosito

che facessi carrelli saliscale ed io gli detti corda proponendogli una possibile novità ,

non tanto per farmi bello ma per la solita

smodata   e irrefrenabile voglia di lavorare .

 

Di fatto la novità non esisteva ancora

e mi aveva solo sfiorato un idea nella mia

mente tra un discorso e l'altro .

 

Ci risentiamo tra due o tre mesi gli dissi .

Cosa si poteva proporre ai suoi operai

di migliore dei loro carrellini asiatici da quattro soldi pero non lo sapevo .

Certamente nulla a quel livello di prezzo .

 

 

 

 

Carrello per scale manuale in alluminio con  slittone per scendere le scale .
Carrello per scale manuale in alluminio con slittone per scendere le scale .

La sfida con me stesso era iniziata ancora una volta e non avevo altra scelta che attingere alla  fonte delle mie esperienze in materia e alle mie sole capacità  e queste erano tutte relative ai carrelli saliscale elettrici! 

Come potevo realizzare in due mesi qualcosa a cui non avevo mai

neppure pensato fino ad allora ?

Decisi di realizzare intanto un carrellino a misura normale

impostato sulle ormai tipiche due ruote da 10 pollici cinesi , 

su questo avrei poi prototipato la mia nuova idea migliorativa

un dispositivo di discesa frenata gradino per gradino.

Iniziai con un buon telaio in tubolari di acciaio inox ma quadrangolari , facili da lavorare ed eventualmente correggere

in modo da non complicarmi la vita con i consueti tubi tondi .

 

Due manici telescopici  erano indispensabili per rendere degno il carrellino della categoria per scale ma minimizzati in lunghezza e semplici nell' utilizzo .

Le maniglie di presa dovevano essere anch' esse ergonomiche e accuratamente studiate per l' utilizzo anche sulle scale che implica un campo maggiore di inclinazioni del carrello .

Realizzai l' assale  smontabile dal telaio tramite  morsetti a croce come faccio normalmente

e nell' assale  innestai due semiassi in modo che mi avrebbero permesso di regolare la larghezza in base alle misure delle ruote e del dispositivo - scendifreno - che avrei installato ma che era

ancora nel mondo delle ombre .

Sta di fatto che con questo buon inizio al secondo dimensionamento delle parti inventate per il nuovo meccanismo il carrello già era pronto per essere provato dal vero .

Avevo lavorato circa dieci giorni , passammo poi altri tre o quattro giorni a fare prove sulle scale e ad apportare modifiche ai dettagli .

Con il mio aiutante facemmo  centinaio di discese con un carico via via più pesante fino a 100 Kg , ognuna di un piano , e poi verificai eventuali usurazioni delle parti  .

Non c'erano problemi .

Lo chiamai Stambecco , anche questo una novità nel panorama dei carrelli a mano ,

funzionava realmente meglio di quanto avrei mai immaginato progettandolo !

Così lo presentammo già a inizio settembre 2014 alla ditta S.A. e fu un vero spettacolo

vederlo provare  dai suoi operai sulla scaletta esterna .

Non mi fu possibile però sottostare alla proposta di prezzo di SA e quindi rifiutai di venderlo .

 

Dopo due settimane lo portai assieme agli altri miei carrelli

alla fiera di Carrù.

Il caso volle che il nostro vicino di stand che ha un negozio di vendita e riparazione

elettrodomestici ne rimanesse subito incuriosito , anzi 

 

me la menò tutto il giorno dimostrando di non apprezzare particolarmente lo Stambecco

per come era e per lo scopo con cui l' avevo pensato ,

ma piuttosto la mia inventiva in materia che secondo lui avrebbe potuto fare facilmente  

anche un miracolo ,

per esempio un carrello saliscale come Stambecco che oltre a scendere senza motore poteva anche salire una scale con una lavatrice senza bisogno di motore .

Inoltre a suo avviso si sarebbe potuto realizzarlo molto economico ..

 

Devo dire che l' anno dopo ci ritrovammo sempre a Carrù e mi limitai ad un cenno di saluto in

tutto il giorno visto che eravamo a una certa distanza ma anche lui non venne più a fare il furbo .

 

Nota

Guardando su internet  oggi si trovano a catalogo centinaia di modelli di carrelli a mano

tra cui decine per uso su scale ma il massimo della loro tecnologia arriva alla solita 

doppia terna grossolana e dalla sicura scomodità di funzionamento ,

oppure  a un telaio fatto a  slittone che dovrebbe slittare sugli scalini nel modo simpatico

per chi lo usa che lascio a voi immaginare .

Un esempio è quello nella foto sopra .

 

 

Una analisi del mercato .

Il mio primo ed unico sondaggio di mercato a riguardo ..

Dopo aver detto addio al mio unico prospect misi lo Stambecco sul sito così come è ancora adesso , senza video , senza spiegare ne fare vedere troppo , tanto per cominciare a fare un sondaggio senza il prezzo .

Devo dire che qualcuno mi chiamò ben presto

per sapere il fantomatico prezzo ma senza troppo entusiasmo e nessuno per un reale utilizzo specifico .

Visto così dopo qualche mese pubblicai anche un prezzo di lancio con l' effetto di racimolare solo un paio di contatti perditempo , così caro ? etc..

 

Ok .. allora eliminai l' offerta e alzai il prezzo alla cifra giusta che è ancora oggi pubblicata in modo che nessuno mi fece mai più perdere tempo . 

Tutto molto istruttivo comunque , il progettista , l' artigiano , l' inventore che sono in me erano comunque molto soddisfatti del loro lavoro , un' altra novità era sfornata e pronta all' uso ,

certamente era un po' meno soddisfatto il mio contabile  .

 

Riposi in fondo al magazzino la  macchina e non la feci più vedere se non a chi volevo io 

per evitare la possibilità che potesse finire come una perla in bocca ai porci 

e anche per non pensarci più .

Ma mi passava ogni tanto nella mente che io e questa avevamo ancora un  cammino da fare insieme , quale però?

Lo dovevo scoprire strada facendo .

 

 

Un paravento per lo Sfidante .

Considerando con un ' altra angolazione 

lo Stambecco

era anche una specie di paravento .

Non mi interessava più di tanto trovare a venderlo ,

però con la scusa che tanto

non si vendeva poterlo usare come

base per l' evoluzione e lo studio

ulteriore del

dispositivo scendifreno su cui si basava .

Così il " commerciale " non avrebbe rotto i c.

lasciando  proseguire lo sperimentatore tranquillo per la propria strada .

 

Di fatto nell' inverno 2014 - 2015 mi rimisi al' opera con l' intenzione di applicare il dispositivo rifatto in modo opportuno a uno dei miei carrelli Ipociclo .

 

La cosa era perfino difficile a immaginare sulla carta e tanto valeva che andassi giù di pratica partendo dallo Stambecco .

Iniziai a prepararmi psicologicamente all' ennesima maratone lavorativa a cui mi ero iscritto .

Sarebbe stato normale un clamoroso insuccesso e nella migliore delle ipotesi una delusione amara ma comunque istruttiva .

Fin dai primi schizzi a tavolino le incognite  di progettazione per arrivare a una cosa funzionante apparivano troppe  ,  

guardandola  come una sfida non avrei scommesso un centesimo su me stesso .

 

Ok , mi dissi prima incomincio e prima la smetterò di arrovellarmi il cervello dopotutto l' allenamento l' ho fatto e partii .

Mi ci vollero  quindici giorni per raggiungere la prima tappa

il scendifreno applicato ad un mio carrello Ipociclo  un  Master 180 un po' modificato

e sorprendentemente  funzionò benissimo  . 

Da questo risultato positivo trassi la convinzione e la forza morale per fare ancora di più .

Dopo alcuni mesi realizzai un   montascale  ipociclo per disabile integralmente nuovo e ottimizzato con il sistema scendifreno era l' Invo 5 .

 

 

Il risveglio dello Sfidante .

Stambecco ,

Master 180 sf ,

Invo 5 .

Per un progettista potrebbero bastare 

come la summa di una vita di lavoro

ma  aimè

 " lo sfidante " non era affatto sopito .

 

Dopo circa un anno di tranquillità  lo sfidante

si stava risvegliando e bussava sempre più spesso nei miei pensieri .

Secondo lui c'era ancora una sfida che mi riguardava e  voleva ricordarmelo .

Mi diceva , ti ricordi quella volta a Carrù ?

quello che ti aveva scoglionato tutto il giorno col carrello senza motore etc .

 

Ok. Topolino lo leggevo anche io da bambino

ma quello là secondo me non aveva mai smesso , lasciamolo perdere mi rispondevo .

Comunque nei momenti di sosta oppure tra una lavorazione e l'altra mi

rendevo conto che anche il " progettista " si stava concentrando sulla questione .

Ok  dicevo tra me lasciamoli fare tanto i due coglioni non ne verranno a capo ,

non riusciranno neppure a mettersi d' accordo da che parte cominciare e

si arrenderanno prima ancora di partire .

Un giorno  alzandomi dal pisolino del dopopranzo presi la biro e buttai su un foglio

una prima soluzione dopodiché  lo sfidante che come in un agguato aveva aspettato il mio attimo di debolezza mi disse , ora devi iniziare da qui .

 

Fu talmente imperativa la frase  che mi misi all' opera praticamente subito 

con uno studio di fattibilità  senza cercare scappatoie .

 

Valutati i tempi necessari  stabilii una tabella di marcia e le prime tappe sperimentali da ottenere ,

impostai i particolari da progettare per primi e utilizzai lo Stambecco come telaio per il prototipo facendo in modo di non rovinarlo .

In questo modo fui costretto a pensare alle modifiche da apportare in modo modulare smontabili e rimontabili con facilità .

Questo  impegno progettuale maggiore  sarebbe servito però a semplificarne  la prototipazione .

E' stato così che :

Il carrello scendiscale a mano Stambecco è diventato anche saliscale a mano .

Il mio progetto - Zero -  

Eccomi nel video sottostante da solo a fare la prima prova dello " Zero Y "

 ( prototipo pre serie )

su e giù dalle scale e dal furgone con una lavatrice .

Lo " Sfidante "  ha vinto .

E il valore futuribile di tutto questo ?

Chi lo sa ? Potrei dire Zero tanto per scherzare .

E' una cosa anche questa unica al mondo che meriterebbe un Brand tutto suo impostato sulle sue possibilità ulteriormente sviluppabili .

Sarebbe senz'altro brevettabile .

Dimenticavo di aggiungere :

lo Zero anche è anche immaginabile come una straordinaria sedia di evacuazione

lo Zero si può anche motorizzare .

 

Immaginate per esempio  di trasformarlo gradualmente senza doverlo cambiare ne' buttare via nulla .

Partiamo dal carrello manuale Stambecco con scendifreno

poi immaginiamo che con una decisione futura e relativa spesa moderata da parte del cliente

questo  acquisti  il  kit saliscale manuale che lui stesso potrà installare sul carrello .

In pratica a questo punto col suo carrello  potrà fare cosa faccio io nel video .

Mettiamo poi che tutto vada per il meglio e un bel giorno il cliente si decida a fare un ultima spesa e si decida a comperare  il motore e la  parte elettrica in kit anch' essa autoinstallabile .

Spero che la mia realtà abbia finalmente messo a tacere  la fantasia  dei lettori di Paperino

a cui faccio i miei saluti .

Da notare infine  che in tutta questa lunga presentazione non ho messo in campo i carrelli

Ipociclo dei modelli  prodotti e venduti finora .

Su questi non ci sarebbe più molto da immaginare a riguardo del futuro però

vanno sempre presi come riferimento e base di partenza .

 

Io e questi miei carrelli saliscale abbiamo vinto e perso tante battaglie e tante sfide in questi lunghi anni di vita vissuta e combattuta insieme .

Ora alcuni di loro purtroppo vanno congedati mentre altri necessiterebbero di

nuovi comandanti con la voglia di combattere .

Per quanto posso fare ancora io  mi limito da alcuni anni a replicare solo i modelli

venduti senza spingermi oltre anzi retrocedo volutamente piano piano senza spingere con

le azioni di vendita .

E' stata mia cura e ambizione fare in modo da avere sempre tutti i modelli a magazzino

che hanno un grande valore come riferimento tecnico e anche storico .

Ogni modello racchiude ,  particolari , sperimentazione , innovazione , percorso di studio e risultati  sempre diversi .

Insomma anche questi nel loro insieme di una ventina di modelli costituiscono un indubbio

capitale aziendale da tenere in grande considerazione .

 

Per ora  è tutto ,

grazie per l' attenzione che mi avete prestato .